Storia di un balcone

Mi piace al mattino prendere il caffè davanti alla finestra, guardare la strada.
In via Vigevano succedono tante cose. Di fronte a me, al terzo piano della casa di fronte, appariva una anziana signora, bagnava i fiori sul balcone. Ho cominciato a chiamarla signora Rosa anche se principalmente nei suoi vasi fiorivano gerani.

Nel 2002, d’estate nel tardo pomeriggio, la signora Rosa era al balcone, cuciva.
A una certa età I lavori di fino tocca farli alla luce naturale.
Anche io ero alla finestra. Provavo un nuovo teleobbiettivo. Ho scattato la prima foto.
Per anni è stata appesa nella parete di casa in corrispondenza con la facciata di fronte.
Non ho mai pensato a un lavoro organico, ma ogni qualvolta avevo la macchina fotografica a portata di mano e la signora Rosa era al balcone scattavo. Mi ero affezionata a quella anziana signora, mi faceva tenerezza con le sue vestagliette a fiorellini azzurri che tanto mi ricordavano quelle di mia mamma.

Una mattina sul balcone sventolava il tricolore. Era il 2 giugno, festa della repubblica.

È arrivato l’inverno del 2017. Non c’erano più fiori sul balcone e le imposte rimanevano tristemente chiuse.

Sfacciatamente le ho viste appoggiate sul balcone una mattina del 2018, in febbraio.
Gli operai staccavano il grande lampadario a gocce che verso sera illuminava di una bella luce calda l’interno della casa.
Non hanno impiegato molto a ristrutturare.

Ora il balcone è frequentato da una giovane ragazza che al mattino velocemente si ripassa il trucco allo specchio.

I lavori di fino si fanno alla luce del giorno.


Testo e foto pubblicati sul Corriere della Sera del 10 marzo 2019

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