Festival del Cinema di Venezia

Fare il fotografo al Festival del Cinema di Venezia è faticoso. (…)

La sala stampa è sempre piena. I fotografi trasmettono dai loro portatili, i giornalisti battono sulle tastiere dei computer offerti dallo sponsor. Al bar, mentre prendi un caffè, per svegliarti, che a Venezia si va sempre a letto tardi, qualcuno ti dà una dritta. Ma di scoop non ne hai mai fatti, e di paparazzate nemmeno. Ti piacciono gli scoop quando li fanno gli altri. Non sai stare ore appostata, e nemmeno correre davanti a un divo per mitragliarlo mentre cammina! Ti impegni per fare bei ritratti. (…)

Dopo l’ultimo spettacolo, il pubblico si allunga nei viali del Lido lentamente, commentando. 
Anche la tua giornata finisce con una sosta al baracchino di fianco al Casinò a bere un Mojito per scaricare l’adrenalina accumulata. Infine a letto “che domani è un altro giorno”…


dal diario del festival, 5 settembre 2004, Fulvia Pedroni Farassino

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